mercoledì

domenica

UN TEMPO.


Mi ricordo di quando
rimanevi stupita
del pianto nero della pece
tra i corsi del fasciame,
nei tempi di bonaccia.
C’è sempre un tempo,
in cui, beato, le tue parole,
son facile miele per l’altro,
basta niente per l’estasi,
e un tempo, dannato,
in cui neppure un cielo
a quinte sconfinato,
saprebbe indurti a pianto,
a commozione.