sabato

SONETTO.

Non ridere di me, che le mie lacrime
sono acqua per i fiori che hai piantato
nel mio essere infelice; e questo gli basti
per amarti sempre più e più.

Non ti dimenticare di me, che hai rivelato
la calma al mio sguardo ermo di pace
e non allontanarti da me quando sarà esaurito
in te quell'affetto in cui ti disperdi.

Non nascondermi mai il tuo viso; dimmi
sempre quel tenero addio di chi attende
un nuovo tenero addio che non tarda mai

per l'amante tuo dolcissimo che si è rifatto
alla tua pura immagine, o angelo custode
che non dai il tempo alla distanza di incaponirsi.

giovedì

LA FORZA DELLE PUPILLE.

La verità è che la musica mi ha salvato. Stasera ho visto nei suoi occhi la luce. Ce la faremo. Viva Titano.

lunedì

MARE DI CLASSE.

I miei occhi vedono elevarsi fino alle nuvole un volo di verde progressivo che l'aria intorno riempe di balsamo con tranquilla insistenza.

sabato

ERANO QUESTE MANI?

Erano queste mani che attraverso le favole
Tendevo ai sogni, erano queste mani?
Piene di desiderio, piene di vivezza
Erano queste mani a dormire mentre tenevano immagini?

Piccoli mondi chiari di biglie
Erano queste mani la vita di quei mondi?
Uguale ad un gioco d'oro soffiava
Il vento di stagione tra piume d'oro.

A fare casa di terra erano queste mani
Che ora poggiano su case che sono di terra?
Davanti ai compiti di lavoro a mano
Com'era bello pensare mangiandosi le unghie.

Da quelle linee è scomparsa
Ciò che gli indovini chiamano felicità.
Dove ha ferito quel temperino da campagnolo
Modellando lo zufolo dai rami del salice?

Erano queste mani ad uccidere il passero azzurro
Per qualche goccia di sangue ch'è vittoria e coraggio?
Nascoste sotto le coperte
Erano queste mani a non amare la notte?

Si sono separate dai cari giocattoli
Han rotto quelle minuscole bottiglie.
E dopo ogni altra, ogni altra cosa
Erano queste mani ad aprirsi a te.

mercoledì

OSSIaMORI.


Più passa il tempo, più mi accorgo che durano a lungo solo gli amori sbagliati, o meglio i cosiddetti ossimori sentimentali (neologismo datteriano): lo sciupafemmine e la sempliciotta, il tuttologo e l'indecisa, la bestia e la logorroica (bestia anch'essa, ma dotata di linguaggio-linguaccia), la matricola con la maschiaccia (chi fa l'uomo?, chi la donna?), l'artistoide con la contadina. Sono invaso da cattivi esempi, per non dire esemplari, e vorrei tornare ai tempi di Dante dove tutto era chiaro e definito. Avrei sganciato miliardi di dobloncioni pur di visitare un girone dell'Inferno dedicato agli ossiAmori. Poi mi viene un dubbio, apro la Divina Commedia e trovo la risposta: gli Ignavi. Andatevi a leggere chi sono, poi decidete che fare dei vostri sentimenti. Dante è un genio, Dente - che ci crede come Gianni Morandi - un po' meno. E Dattero? Dattero va in paradiso, dove l'aspetta l'unica donna ammessa. Tu.

martedì

TUTTO IL MIO FOLLE AMORE.

ch'io possa esser dannato se non ti amo
e se così non fosse
non capirei più niente

tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

ah, ma l'erba soavemente delicata
di un profumo che dà gli spasimi
ah, tu non fossi mai nata

tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

ma queste sono parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura con l'udito

tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

sabato

VORREI.

Così vorrei che fosse la mia ultima canzone
che fosse tenera nel dire le cose più semplici (e meno intenzionali)
che fosse ardente come un singhiozzo senza lacrime
che avesse la bellezza dei fiori quasi senza profumo
la purezza della fiamma che consuma i diamanti più puri
la passione dei suicidi che si ammazzano senza spiegazione.