
Sono come la mortadella, le lenti a contatto, il fondo delle scarpe, il dentifricio. Esisto per un po' e poi finisco, gettato dal mondo nel mondo, versato nei barattoli della carne in gelatina: gatto, cane, titano, capriolo, scoiattolo, ancora cane, porco, tutto. E i tegami? i fornelli? la fantasia? Ben presto arriveranno a frantumarsi anche quelli, cercando le mie ossa in fondo al lavello, come i polli della Nutella di Genova che giocano a nascondino per ritardare la tritatura.
Tutto scricchiolerà via in un tuffo di neve-cenere, rimarrà l'acqua fredda (quella sì, rimane sempre) e io solo vagherò giù giù per le tubature come quei maledetti che pensavano di avercela fatta e invece si ritrovano a contare i pezzi, il resto della storia, la fuliggine dei corpi.
Non è facile parlare dalle fogne, soprattutto con chi non ti capisce, non è semplice nemmeno gesticolare, trovare un doppiatore, un cretino all'altezza dei cretini e dare a tutti le soluzioni che cercano. Le coppie falliscono perché non sono reali? Forse, ma l'egoismo del popolino è lo stesso che ha fatto sparire i romani duemila anni fa.
Presto toccherà anche a voi.
Prima di allora, da quaggiù, proverò ad avere una figlia a cui insegnerò come risalire: "ama chi ti ama e odia chi ti odia. Tutti quelli che conoscerai là fuori, se ancora ci sarà qualcuno, faranno esattamente il contrario".
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