domenica

ERO NEL PALLONE.

Ci incontrammo sotto il pallone, al tuo ritorno dalla Romania. Mi chiedesti se era mio; ti risposi di sì. Il pallone, dissi, è una spontanea apertura autobiografica, connessa con il disagio da me provato in tua assenza, e con l'astinenza sessuale, ma ora che il tuo soggiorno a Timisoara è terminato, esso non è più necessario e neppure pertinente. Rimuovere il pallone non fu difficile: autofurgoni con rimorchio portarono via il telone ormai sgonfio, che ora giace in un magazzino nel porto di Ravenna, in attesa di un nuovo periodo d'infelicità. Un giorno, chissà, quando io e te avremo litigato.

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