giovedì

CARPE DIEM, TROTE GNAM.

Sai quando ti capita di fermarti un attimo, solo per il gusto di fermare il tempo per un attimo, in mezzo alla strada, sotto il sole delle 13:30, dopo aver inviato al tuo capo una mail di dimissioni, dopo aver atteso la sua risposta fumandoti una sigaretta, dopo aver messo in fila tutte le decisioni sbagliate degli ultimi mesi, dopo aver verbalizzato un VAFFANCULO sulla carta di un panino torinese, dopo che questo signore molisano di una certa età, che da giovane deve essere stato veramente figo, fissa nei tuoi i suoi grandi occhi azzurri, velati da quella leggera tristrezza meridionale che ormai conosci benissimo tante le volte in cui l'hai notata in questi anni...insomma, ti guarda negli occhi dopo aver saputo che non continuerai a lavorare per lui, e ti dice in pseudo-piemontese, quella lingua che ormai colleghi a tanti volti, a tanti ricordi, a cieli (già) lontani: "E' stato un piacere lavorare con te. Ti auguro tutta la felicità del mondo" e tu riesci solo a dire: "Anche per me è stato un vero piacere, comunque ci rivedremo di sicuro, perlomeno a Natale" e lui sorride e con tono paterno ti dice: "Fai il bravo". E poi esci dall'agenzia, tappezzata di foto divertenti e disegni del figlio della collega sordomiope, quella stanza che per te è ormai una seconda casa, perché vi hai trovato più che una famiglia...esci, ti avvii lungo il corridoio, stai ancora lì a pensare che era l'ultimo giorno, che persone così non le troverai probabilmente più, stai ancora a pensare se sia meglio sorridere perché torni finalmente a casa o piangere perché è proprio triste sapere che le cose finiscono così, senza darti modo di fermarti neppure un attimo perché non c'è tempo da perdere e devi vivere, in fondo tra una settimana hai tre concerti, gli ultimi prima dell'estate, e non ti puoi permettere di perdere tempo con queste sciocchezze...scendi le scale, incroci lo sguardo della ragazza gobba del bar, la saluti, pensi: "Chissà ora questa cosa penserà di uno che sorride triste"...esci di fuori, in strada, ti coglie una ventata calda, afosa, guardi il cielo sereno di Maggio, senti che il sole delle 13:30 ti avvolge i piedi e lì, in mezzo alla strada, ti fermi un attimo, solo per il gusto di fermare il tempo per un attimo...

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