venerdì
CRAZY BOY.
Da quando sei tornata "giù" al Nord, anche se siamo lontani come lo eravamo prima dei tuoi giorni qui, mi accorgo di affrontare l'ostacolo della distanza con una grande motivazione in più. Sai perché? Perché sto imparando a conservare i nostri momenti migliori con rinnovata lucidità: li metto sottovuoto, come fa mia mamma con la marmellata, e li riapro nel momento del bisogno. L'ultimo in ordine di tempo è stato quell'abbraccio che mi hai regalato dopo che abbiamo fatto l'amore, a casa di M. Quel momento su quel lettone, abbracciati l'uno all'altro come due scimmiette indiane, ha attestato fisicamente tutta la portata del nostro vicendevole immenso Sentimento. Non che non ne fossi già cosciente, sia chiaro, è solo che coglierci immersi in uno stato tanto potente da prescindere da tutta la realtà circostante, ha inciso in me un segno indelebile. Il legame che mi tiene avvinto a te è totalizzante. Altro che Supernova, a mio avviso per "metaforizzarti" non basterebbe neppure l'intero sistema solare. Capisco che quel CARO spasimante anonimo (o omonimo?) non può rendersi conto assolutamente del tuo valore, quindi faccio a meno anche di scovarlo e perseguitarlo fino al momento in cui, LIBERAMENTE, si convincerebbe che la vita monastica gli era destinata già da un po'. Detto questo, non vedo l'ora di riabbracciarti. Perché? Perchè ti MO. Come un Crazy.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento